Prioritizzare la conservazione attraverso la gestione dei rischi

marzo 22, 2017

A Guide to Risk Management of Cultural Heritage Due nuove pubblicazioni online dell’ICCROM e del CCI

Oggi, le istituzioni del patrimonio culturale vogliono dimostrare di essere responsabili, trasparenti e partecipative. Cercano d’investire le proprie risorse in maniera efficace e di coniugare le esigenze della comunità con quelle delle future generazioni. Ispirata ai metodi utilizzati nel campo della salute o della finanza, la gestione dei rischi applicata al patrimonio culturale aiuterà la vostra organizzazione ad individuare le priorità per la conservazione preventiva e la guiderà nella scelta tra le varie opzioni per farvi fronte.

Il metodo ABC presentato in queste pubblicazioni è stato sviluppato nell’arco di diversi anni attraverso corsi internazionali offerti dall’ICCROM e dal CCI e mediante la sua applicazione in molti casi di studio condotti dal CCI, l’ICCROM e colleghi in tutto il mondo.

Il download del metodo è ora disponibile e gratuito in due pubblicazioni integrative:

The ABC Method – A risk management approach to the preservation of cultural heritage (Il metodo ABC – un approccio alla gestione dei rischi per la conservazione del patrimonio culturale)

Questo manuale offre una visione globale sulla gestione dei rischi, applicata alla conservazione dei beni culturali, quali collezioni, edifici o siti. Propone una procedura graduale e una varietà di strumenti per aiutare il professionista del patrimonio ad applicare il metodo ABC al proprio contesto. Il metodo può essere adattato a un’ampia varietà di situazioni, dall’analisi di un singolo rischio alla valutazione completa dei rischi ai quali è esposto l’intero bene.

Una guida alla gestione dei rischi del patrimonio culturale (in inglese)

Questa guida rappresenta una versione ridotta del manuale “Il metodo ABC”. Spiega il metodo ABC con l’ausilio di diverse immagini, esempi basilari e semplici esercizi. È stato pensata per coloro che desiderano acquisire anzitutto o solamente, familiarità con l’approccio e gli strumenti del metodo.

I rischi si presentano in molte forme. Spaziano da rischi rari e catastrofici a quelli lenti e continui, da rischi familiari a sconosciuti, da rischi facilmente osservabili a coloro che spesso passano inosservati. Adottare un approccio alla gestione dei rischi vi aiuterà a:

  • definire una visione globale di tutti i rischi;
  • individuare le priorità tra i vari rischi o scegliere le soluzioni più efficaci per affrontarli;
  • documentare il processo per valutazioni future;
  • promuovere la riflessione sui valori del patrimonio culturale e sul modo in cui possono essere condizionate;
  • incoraggiare il lavoro di squadra e la partecipazione, integrando le conoscenze scientifiche con la memoria istituzionale e le competenze di coloro che si occupano del patrimonio rischio ogni giorno;
  • comunicare in modo efficace con chi prende le decisioni.

Immergetevi in questo manuale disponibile anche in francese o iniziate leggendo la guida introduttiva in inglese o in arabo!

Per ulteriore assistenza e domande scriveteci a collections@iccrom.org


Tornano in Siria le sculture di Palmira restaurate in Italia

marzo 6, 2017

Palmyra busts restored in Italy now returned to SyriaDue busti scultorei danneggiati della città di Palmira, risalenti al II-III secolo d.C., sono partiti da Roma per far ritorno in Siria, lunedì 27 febbraio. Dopo essere state restaurate in Italia, le opere sono state restituite al Museo Nazionale di Damasco, accompagnate da due rappresentanti della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei della Siria (DGAM).

Le nuove tecnologie, tra cui le scansioni laser e la stampa in 3D, hanno svolto un ruolo fondamentale nella ricostruzione di queste sculture.

Il Direttore generale dell’ICCROM, Stefano de Caro, ha commentato: “Questo restauro e la ricostruzione parziale di oggetti antichi rappresentano un caso eclatante, per il quale sono stati utilizzati riempimenti in materiali moderni, garantendo al contempo la loro reversibilità. Anche se su piccola scala, si tratta di un esempio innovativo su come affrontare il restauro di antichità gravemente danneggiate.

I busti, soprannominati i “feriti di guerra di Palmira” dall’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, erano stati gravemente frantumati con colpi di martello dai militanti. Rutelli ha disposto l’arrivo dei busti in Italia e il loro successivo restauro tramite l’associazione Incontro di Civiltà, trattando il trasferimento degli oggetti mediante contatti con la DGAM siriana e i membri dell’opposizione. I due busti sono stati esposti a una mostra sponsorizzata dall’UNESCO, intitolata “Rinascere dalle distruzioni”, curata da Rutelli e tenutasi al Colosseo, a Roma, il 16 dicembre 2016.

Con il sostegno del Ministro italiano della Cultura, Dario Franceschini, i busti sono stati affidati all’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro). Un gruppo di restauratori guidato dalla Direttrice dell’ISCR, Gisella Capponi, ha stabilizzato le sculture e le ha ricostruite, sostituendo le parti distrutte dei busti secondo rigorosi criteri di restauro. Il recupero dei busti è stato annunciato nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso l’ISCR il 16 febbraio 2017.

I busti raffigurano un uomo e una donna, molto probabilmente appartenenti a un’élite di Palmira. Le iscrizioni sui busti sono in aramaico e in greco.

Palmyra busts restored in Italy now returned to SyriaPoiché il busto maschile era gravemente danneggiato, l’équipe di restauro ha elaborato un metodo di ricostruzione. Ha scansionato in 3D le parti del volto restanti sulla parte destra del busto, riflettendole sulla sinistra. Le scansioni capovolte sono state utilizzate per realizzare un riempimento o una protesi per le parti mancanti, stampati poi in 3D con la polvere di nylon. Il riempimento viene tenuto in posizione con dei magneti e può essere rimosso in qualsiasi momento rispettando il principio di reversibilità.

Durante la conferenza stampa presso l’ISCR, Gisella Capponi ha osservato: “Il restauro è stato realizzato per cancellare questo terribile atto, lasciando le parti aggiunte riconoscibili.” Ha continuato: “È stato un grande onore per noi restaurare questi straordinari manufatti, così brutalmente danneggiati.”

Il restauratore Antonio Iaccarino Idelson ha affermato che l’intervento è stato diverso da quelli effettuati dall’ISCR in passato, sottolineando la richiesta siriana di rimuovere qualsiasi traccia di danni e di restaurare gli oggetti riportandoli al loro stato originale. L’équipe ha utilizzato la tecnica della scansione in 3D per garantire l’autenticità attraverso la simmetria matematica, riducendo il peso del giudizio umano.

Ciò nonostante, i restauratori hanno dovuto correggere piccole anomalie anatomiche (per esempio un orecchio più alto dell’altro). L’équipe dell’ISCR ha realizzato una sovrapposizione simile alla pelle sulla parte superiore del riempimento dello stampo in 3D, utilizzando polvere di pietra. In questo modo, impiegando tecniche di restauro più convenzionali, ha realizzato uno strato superficiale compatibile con la superficie di marmo delle sculture.

De Caro ha affermato: “Questa soluzione così accurata dimostra un profondo rispetto per i principi di restauro e rispecchia le qualità sostenute dall’ICCROM per risolvere i problemi di restauro di Palmira, impiegando metodi e materiali moderni per dare un’idea di come fosse in precedenza, nel rispetto della reversibilità, garantendo al contempo lo svolgimento di un’adeguata attività di ricerca.”

De Caro ha inoltre menzionato il ruolo svolto dalla cooperazione internazionale e dalla diplomazia culturale. “Nonostante le sanzioni e la guerra in corso, è stato trovato un modo per consentire il restauro di queste antichità danneggiate.”

Franceschini ha altresì sottolineato il ruolo della diplomazia culturale. “Questo è un esempio di un problema che abbiamo a cuore: quello della diplomazia culturale; il fatto che la cultura possa essere uno strumento di dialogo tra le persone, anche quando le circostanze sono difficili.”

Durante la conferenza, Rutelli ha sottolineato: “Non accettiamo che l’ultima parola sia data ai terroristi. Se vogliono distruggere, ci sarà sempre qualcuno in grado di ricostruire.”

In un tweet del 9 febbraio, l’ex sindaco di Roma ha dichiarato: “L’Italia restaura quello che i terroristi distruggono.”

Il restauro di queste antichità è stato dedicato all’ex capo delle antichità di Palmira, Khaled al Assad, ucciso dai militanti nell’agosto del 2015.

Il ritorno dei busti in Siria è coinciso con la notizia del ritorno di Palmira sotto il controllo del governo siriano il 2 marzo, che pone fine alla seconda occupazione della città da parte delle forze ribelli.

Maamoun Abdulkarim, Direttore generale delle Antichità e dei Musei della Siria, ha riferito alla CNN: “Il nostro lavoro in Siria come archeologi è scientifico e non politico, perché la guerra in Siria finirà e la politica cambierà, ma il patrimonio deve rimanere un ricordo di tutto il popolo siriano. Il nostro è un progetto di pace.”

 

Vedi anche

DGAM Syria

NPR

Le Parisien

CNN

Channel Four on Facebook 

Al Monitor

Arab News 

Telegraph UK 

Daily Mail UK 

ONU Italia

Art Daily

Art Daily

AGI

 


LATAM Newsletter Octubre-Diciembre 2016 now out

febbraio 2, 2017

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Antonio Almagro vince il premio spagnolo di conservazione

novembre 29, 2016

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Antonio Almagro wins Spanish conservation prize

Il 25 novembre, Antonio Almagro Gorbea, membro per la Spagna del Consiglio dell’ICCROM tra il 1975 e il 1976 e tra 1979 e il 1989, ha ricevuto il Premio nazionale 2016 di conservazione e restauro del patrimonio culturale.  Tale premio, conferito ogni anno e denominato in spagnolo “Premio Nacional de Restauración y Conservación de Bienes Culturales“, è stato assegnato lo scorso anno alla signora Nieves Valentín, membro per la Spagna del Consiglio dell’ICCROM dal 2013.
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LATAM Newsletter julio-septiembre 2016 now out

ottobre 17, 2016

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Terremoti in Italia e Myanmar

agosto 25, 2016

In seguito ai terremoti che hanno colpito il 24 agosto le antiche città dell’Italia centrale, tra Lazio, Umbria e Marche, e il sito storico di Bagan in Myanmar, il Direttore generale e il personale dell’ICCROM desiderano esprimere la propria vicinanza e le proprie condoglianze ai governi e alle popolazioni di questi Paesi.

L’ICCROM è sconvolto per la grave perdita di vite umane e per gli ingenti danni a queste zone dall’alto valore storico e culturale. L’organizzazione desidera esprimere la propria solidarietà alle comunità colpite, a coloro che sono impegnati nelle attività di soccorso e di protezione civile e ai responsabili per i beni culturali in queste regioni.


Bollettino LATAM Aprile – Giugno 2016

luglio 14, 2016

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ICCROM-Boletin-LATAM_abril-Scarica: Boletín LATAM abril-junio 2016

Il Bollettino LATAM è pubblicato per consentire ai professionisti della conservazione e del restauro dell’area America Latina e Caraibi di condividere le loro ricerche e le loro esperienze professionali in tutta la regione, utilizzando la Rete LATAM.

Se siete interessati a inserire notizie nel prossimo Bollettino, compilate il modulo che trovate in calce.

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Prestigiosa nomina del Presidente del Consiglio dell’ICCROM

giugno 13, 2016

Marie Lavandier - ICCROM ‘s Council President Appointed to a Prestigious Museum Post in FranceIl Presidente del Consiglio del Centro internazionale per lo studio e la conservazione dei beni culturali (ICCROM) con sede a Roma, Marie Lavandier, è stato nominato direttore del Louvre-Lens – la sede settentrionale del museo più grande di Francia. Marie Lavandier, storico dell’arte e specialista di conservazione, attualmente dirige il Museo di Nizza nel sud della Francia.

“Mi congratulo con tutto il cuore con Marie Lavandier per la sua nomina a questo nuovo ruolo di prestigio che è un segno di riconoscimento per la sua eccellenza professionale e per la sua devozione al mondo della conservazione, come dimostrato anche all’ICCROM”, ha detto Stefano de Caro, Direttore generale dell’ICCROM.

L’illustre carriera di Marie Lavandier comprende una serie di posizioni di rilievo nel settore culturale della Francia. Ha pubblicato ampiamente su questioni culturali e della conservazione. Marie Lavandier sostituisce Xavier Dectot al timone del Louvre-Lens, diventando il secondo direttore del Museo sin dalla sua istituzione nel 2012.

Vedi inoltre


Suakin, un crocevia di civiltà a rischio

giugno 1, 2016

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Suakin – a crossroads of civilizations at risk

città nel nord-est del Sudan, è un luogo di straordinaria importanza storica e un porto nevralgico sul Mar Rosso fin dai tempi dell’Antico Egitto.  Situata lungo le vie del pellegrinaggio di musulmani e cristiani, costituiva il punto di trasbordo per l’Hajj, il pellegrinaggio islamico alla Mecca, e collegava anche l’Africa a Gerusalemme per le comunità cristiane che desideravano visitare il Santo Sepolcro.

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Nuova pubblicazione sulle scienze per la conservazione dei beni culturali

aprile 11, 2016

Front cover of ICCROM & IIC publication ICCROM Forum on Conservation ScienceL’ICCROM a le plaisir d’annoncer une publication regroupant l’ensemble des documents de synthèse issus des travaux du Forum de l’ICCROM sur les sciences de la conservation. Le Forum a représenté l’aboutissement d’une collaboration remarquable avec 15 institutions partenaires provenant du monde entier.  Cette publication a été produite en collaboration avec l’IIC sous forme d’un supplément spécial aux Studies in Conservation.

Stefano De Caro, Directeur général de l’ICCROM, a formulé à cette occasion les commentaires suivants: “Les documents de synthèse contenus dans ce volume sont des réflexions élaborées sur la base des discussions animées et diverses du Forum ICCROM 2013 sur les sciences de la conservation. Le Forum a marqué une étape majeure dans la réorientation de la mission de l’ICCROM dans ce domaine et le renforcement de notre collaboration avec des institutions majeures du monde scientifique et de la conservation. L’objectif était ambitieux, puisqu’il s’agissait d’envisager une réforme des sciences de la conservation afin de répondre aux besoins émergents de la conservation du patrimoine culturel et, ce faisant, à des besoins sociétaux, tout en promouvant simultanément la transparence, l’ouverture et la responsabilité.

L’ICCROM se félicite d’avoir uni ses efforts avec ceux de l’IIC pour publier ce supplément spécial aux Studies in Conservation, qui est le résultat d’une étroite collaboration entre nos deux organisations.  Le Forum a réuni plus de 80 professionnels de la conservation du patrimoine culturel, reflétant un vaste éventail de disciplines, investis de responsabilités diverses et représentant différentes cultures. L’ICCROM est reconnaissant à tous ceux qui ont participé au déroulement du Forum. Nous espérons que les idées et aspirations qui ont évolué depuis ce Forum ne sont pas seulement exprimées dans cette publication mais conduiront également à un changement positif durable dans notre domaine.”

Forum ICCROM sulle scienze per la conservazione – Documenti di posizione 2015

Per scaricare il supplemento completo di Studies in Conservation


Partenaires du consortium du forum ICCROM

 

Logos of the 16 institutional partners which contributed to the organisation of the ICCROM Forum 2013 On Conservation Science

VOIR ÉGALEMENT :