Josef Riederer (1939-2017)

giugno 20, 2017

Josef Riederer (1939-2017)Josef Riederer, uno dei più illustri scienziati del patrimonio della sua generazione, è scomparso il 3 giugno dopo una breve malattia.

Dopo essersi laureato in geologia presso la Ludwig-Maximilians Universität a Monaco di Baviera nel 1962, Riederer conseguì un dottorato due anni dopo. Iniziò il suo lavoro nel settore della conservazione del patrimonio culturale nel 1967, presso il Doerner Institute, con le Bayerische Staatsgemäldesammlung (Collezioni di dipinti dello Stato bavarese) a Monaco di Baviera.

Nel 1973, Riederer ottenne l’imponente incarico di ricostituire il primo, nonché più antico laboratorio di conservazione al mondo, presso i Musei nazionali di Berlino. Questo laboratorio, istituito nel 1888, decadde purtroppo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Una generosa sovvenzione concessa dal Stiftung Volkswagenwerk permise al laboratorio di svolgere ricerche archeometriche e colmare così il divario culturale che si era formato tra i Musei nazionali e altre istituzioni analoghe nel mondo.

Josef Riederer pianificò e avviò questo nuovo ente di ricerca, conosciuto come laboratorio di ricerca Rathgen, per la Fondazione del patrimonio culturale prussiano. Inoltre, nel 1974 venne nominato suo terzo Direttore, seguendo le orme di Friedrich Rathgen, primo Direttore dal 1888 al 1928 e di Carl Brittner, suo secondo direttore dal 1928 al 1948.

Durante il suo mandato trentennale, Riederer trasformò il laboratorio in un punto di riferimento globale per l’archeometria e la scienza della conservazione, malgrado la difficoltà di convincere un’amministrazione spesso ostile del potenziale e dell’importanza della disciplina emergente della scienza del patrimonio.

La ricerca di base nell’ambito della scienza del patrimonio divenne ben presto la passione di Riederer, come emerge dal suo enorme lavoro documentato in centinaia di pubblicazioni e monografie. Alcune di queste costituiscono tuttora raccolte di referenza per l’insegnamento e l’apprendimento della scienza del patrimonio, come per esempio Kunst und Chemie – das unersetzliche Bewahren (1977) e Archäologie und Chemie – Einblicke in die Vergangenheit (1987).

Nel 1981, Riederer divenne Professore aggiunto di archeometria presso l’Università tecnica di Berlino, ruolo che mantenne fino alla pensione. In qualità di docente universitario si impegnò attivamente nel supervisionare le successive generazioni di esperti del patrimonio culturale. A livello nazionale e internazionale, molti colleghi possono ripercorrere una fase della loro carriera presso il laboratorio di ricerca Rathgen, in cui Josef Riederer aveva da decenni registrato un primato come eccellente mentore, nonché fonte di ispirazione per gli scienziati del patrimonio. Sono lieto di poter includere anche me stesso in questo gruppo.

Inoltre, Riederer lavorò ampiamente all’estero. I suoi preziosi consigli e la sua collaborazione vennero richiesti in numerosi progetti di ricerca tedeschi ed europei, in specifici progetti di conservazione riguardanti dallo Sri Lanka e l’India alle Americhe (per es. Copan, Honduras). Riederer si impegnò in collaborazioni nell’ambito della ricerca con vari musei, come per esempio l’Harvard Art Museums o il J. Paul Getty Museum, soprattutto nel suo settore preferito, inerente le analisi delle leghe metalliche e gli studi di provenienza. Il database Rathgen sulle leghe metalliche di manufatti culturali, che creò proseguendo il precedente lavoro di Friedrich Rathgen, comprende quasi 20.000 voci.

Nel 1996, Riederer partecipò al corso ICCROM sulla gestione del patrimonio architettonico a Potsdam, in Germania. Inoltre, divenne affiliato al progetto CETRA: Concerted European Training and Research Actions, finanziato dall’Unione Europea (da settembre 1998 a giugno 1999), un’iniziativa a cui l’ICCROM prese parte attraverso due dei suoi ex membri del personale, Marisa Tabasso e Rocco Mazzeo.

Per molti anni, Riederer lavorò come coordinatore dello Stone Commitee ICOM-CC ospitando l’8° Congresso internazionale sul deterioramento e la conservazione della pietra a Berlino, nel 1996. Grazie alla sua partecipazione con l’ICOM-CC, l’ICCROM ha avuto il piacere di ospitare lo scienziato e molti altri colleghi all’Incontro dei rappresentanti dei gruppi di lavoro dell’ICOM-CC, svoltosi a Roma nel 2000.

Il nome di Riederer è altresì legato alle discussioni sull’autenticità e sulle attribuzioni riviste dei primi oggetti delle collezioni di Berlino, che includono “L’Uomo con l’elmo d’oro” anteriormente attribuito a Rembrandt e “Flora”, attribuita in precedenza a Leonardo da Vinci. Riederer fu consulente sulla conservazione della Quadriga in bronzo sulla Porta di Brandeburgo, pubblicò studi innovativi sulla tecnologia della pittura murale lungo l’antica Via della Seta, e fece importanti scoperte tecnologiche sul famoso busto della Regina egiziana Nefertiti.

Tra tutte le imprese professionali che hanno richiamato grande attenzione tra i colleghi e il grande pubblico, Riederer si occupò anche di problematiche sociali, ponendosi l’obiettivo prioritario di accogliere, presso il laboratorio di ricerca Rathgen, stagisti affetti dalla Sindrome di Asperger.

Durante gli anni del pensionamento dopo il 2005, lo scienziato instaurò un forte legame con il personale del laboratorio di ricerca Rathgen. Fu un vero e proprio visitatore abituale, svolgendo le sue ricerche sui metalli antichi e sulla pittura su vetro inversa. Non dimenticherò mai la nostra missione al Museo delle antichità egizie del Cairo, nel 2010, in cui abbiamo insegnato a un corso sull’identificazione dei falsi, delle imitazioni e sull’autenticità dei beni culturali. Spesso ci siamo incontrati davanti a un bicchiere della nostra amata birra Bavarian Weissbier, a Berlino o nella nostra terra bavarese, per parlare di lavoro e discutere sulle tendenze più recenti del nostro settore.

Come suo successore, in qualità di Direttore del laboratorio di ricerca Rathgen, non avrei potuto immaginare un predecessore migliore e più affidabile, un collega più preparato, nonché un amico più rassicurante nel corso degli anni. I consigli di Josef Riederer sono stati inestimabili in numerose occasioni. La sua morte improvvisa e inaspettata rappresenta una grande perdita per la comunità del patrimonio culturale tedesco e lascia un vuoto enorme che non riusciremo a colmare per molto tempo.

Stefan Simon, Università di Yale
Ex membro del Consiglio dell’ICCROM

Vedi anche:


Abdallah Hamad Muhareb (1946-2017)

maggio 9, 2017

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Abdallah Hamad MuharebIl dott. Abdallah Hamad Muhareb, Direttore Generale della Arab League Educational, Cultural and Scientific Organization (ALECSO – Organizzazione araba per l’educazione, la cultura e la scienza), si è spento giovedì 4 maggio all’età di 71 anni.

Di nazionalità kuwaitiana, il dott. Muhareb ottenne il dottorato all’università del Cairo nel 1987. Dopo una illustre carriera come diplomatico culturale in diversi contesti, incluso l’Ambasciata del Kuwait in Egitto, il dottor Muhareb venne eletto Direttore Generale dell’ALECSO nel 2012. Cominciò il proprio mandato nel 2013, che è stato rinnovato nel 2017.

Il dott. Muhareb è stato un buon amico e partner dell’ICCROM, e ha stabilito relazioni lavorative solide con due Direttori Generali dell’ICCROM, Stefano De Caro e Mounir Bouchenaki. Nel corso del mandato presso l’ALECSO, il dott. Muhareb ha promosso strenuamente la collaborazione della stessa con l’ICCROM e il suo ICCROM-ATHAR Regional Conservation Centre (Centro Regionale per la Conservazione ICCROM-ATHAR), sulla capacità di creare attività costruttive per rinforzare le capacità delle istituzioni ufficiali per il patrimonio nella regione araba. Continue reading…


Sok An (1950 – 2017)

aprile 18, 2017

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HE Sok An
Foto: Pedro França / Ministero della Cultura del Brasile (cc-by-2.0)

L’ICCROM si unisce al cordoglio del popolo cambogiano e di tutti gli amanti del patrimonio per la perdita del Vice-primo ministro cambogiano Samdech Vibol Panha Sok An, deceduto il 15 marzo 2017, all’età di 67 anni.

Come alta carica governativa, ha svolto un ruolo attivo e dinamico nella gestione e nella conservazione del patrimonio culturale sia nel suo Paese, sia a livello internazionale. Il patrimonio cambogiano è eccezionale e Sok An ha dimostrato, nel corso degli anni, profondo impegno per rifletterne il carattere straordinario.

In qualità di Presidente dell’APSARA Authority, responsabile per la gestione del Patrimonio Mondiale di Angkor, Sok An ha partecipato a tutte le sessioni del Comitato di Coordinamento per la Salvaguardia e lo Sviluppo di Angkor (ICC-Angkor) dal 2004 fino a febbraio 2017 quando, per motivi di salute, è stato costretto ad assentarsi. Sok An si è assicurato che le decisioni del Comitato del Patrimonio Mondiale riguardo ad Angkor ottenessero sempre la dovuta attenzione e ha svolto un ruolo fondamentale nella protezione, nella conservazione e nello sviluppo sostenibile del sito. Si è inoltre impegnato attivamente per iscrivere il Tempio di Preah Vihear nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità, ottenendo questo successo nel luglio 2008.

Sok An ha rivestito la carica di Presidente della 37ª Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale a Phnom Penh, nel 2013. Questo incontro ha coinciso con il ritorno del primo gruppo di statue che erano state saccheggiate negli anni ‘70 dal Tempio di Prasat Chen a Koh Ker. Sok An si è occupato della questione personalmente, lavorando a stretto contatto con l’Ecole Française d’Extrême Orient (EFEO), l’UNESCO e il governo statunitense, per garantire il ritorno delle statue rubate restanti. Continue reading…


Donatella Zari (1949 – 2016)

gennaio 25, 2017

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Donatella Zari (1949 – 2016)È con immensa tristezza che l’ICCROM dice addio alla cara amica e collega Donatella Zari, scomparsa a Roma il 27 dicembre 2016. Donatella e suo marito Carlo Giantomassi,49 anni, hanno lavorato con l’ICCROM a numerosi progetti e corsi per molti decenni. Insieme hanno insegnato al corso sulla Conservazione dei dipinti murali dell’ICCROM e condotto azioni di conservazione del patrimonio di siti importanti e impegnativi, in alcuni degli angoli più remoti del mondo. Numerosi esempi, tratti dalle esperienze di insegnamento di Donatella e suo marito, testimoniano la loro volontà e capacità di trasmettere idee, competenze e conoscenze alle nuove generazioni di restauratori. Continue reading…


COLIN PEARSON (1941-2016)

aprile 21, 2016

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Colin Pearson receiving ICCROM's Award during the 2003 General AssemblyÈ con profonda tristezza che l’ICCROM ha appreso la notizia della scomparsa di Colin Pearson, Professore dell’Università di Canberra, Australia, e membro del Consiglio dell’ICCROM dal 1984 al 1995.

Nato nelle Midlands, in Inghilterra, Colin ha effettuato i suoi studi presso l’Università di Manchester negli anni 1962-66, conseguendo la laurea e il dottorato in Scienze della corrosione. Ha quindi ottenuto un contratto triennale come ricercatore presso Materials Research Laboratories di Melbourne, dove si è occupato con particolare cura della conservazione della zavorra e del cannone di ferro gettati in mare dal capitano James Cook dalla nave HMS Endeavour nel 1770. Colin è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 1970 per i suoi precoci contributi alla scienza della corrosione.

Colin ha aperto il Dipartimento di Conservazione del Western Australian Museum a Fremantle nel 1971, specializzato nel trattamento del materiale archeologico marittimo dei relitti olandesi e coloniali rinvenuti lungo la costa occidentale dell’Australia. Ha partecipato attivamente allo sviluppo della ricerca e della formazione nel campo della conservazione dei materiali culturali nel Sud-est asiatico, in Oceania e in Australasia, tutte aree caratterizzate da climi umidi. Nel 1977, la Commissione nazionale australiana per l’UNESCO, Consiglio per i musei e le biblioteche, ha consigliato di sponsorizzare un seminario regionale sul tema. L’anno successivo il Governo australiano ha istituito programmi di formazione corrispondenti a lauree triennali e specialistiche in Conservazione dei materiali culturali presso il Canberra College of Advanced Education (CCAE). Fra le materie principali, la conservazione di carta, dipinti e oggetti, fra cui materiali archeologici ed etnografici. Colin è stato titolare di cattedra e direttore in Conservazione dei materiali culturali. Ha lavorato presso il CCAE (poi Università di Canberra) per 25 anni.

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Paul Philippot (1925 – 2016)

gennaio 25, 2016

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Venerdì mattina, 15 gennaio 2016, Paul Philippot non si è svegliato. E’ morto nel sonno nella sua casa di Bruxelles.

Philippot è stato uno dei fondatori dell’ICCROM, Vicedirettore dal 1959 al 1971, e Direttore fino al 1977. Era laureato in giurisprudenza e storia dell’arte, con dottorato di ricerca in entrambe le discipline. Quando era ancora studente, aveva trascorso alcuni mesi presso l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ICR) di Roma, all’epoca in cui il Direttore era Cesare Brandi, e aveva elaborato una tesi sull’organizzazione e le politiche dell’Istituto. Dopo la laurea ricoprì l’incarico di docente di storia dell’arte presso l’Université Libre de Bruxelles (ULB). Quando l’UNESCO decise di creare una nuova organizzazione a Roma (allora denominata “Centro di Roma” e, più tardi, ICCROM), il primo a ricoprire l’incarico di Direttore del Centro fu il noto scienziato britannico H.J. Plenderleith. Avendo imparato ad apprezzare il pensiero critico di Philippot, fu Brandi a segnalare l’umanista Philippot per la nomina a Vicedirettore. Plenderleith e Philippot condivisero la responsabilità della Direzione per dodici anni.

Nel primo periodo di attività, gran parte del lavoro dell’ICCROM consisteva in missioni e consulenze scientifiche da portare a termine per incarico dell’UNESCO. Plenderleith viaggiava pertanto spesso per svolgere la sua attività di consulente sui temi della conservazione e tale attività gli consentiva anche di incoraggiare nuove adesioni. Philippot sviluppava i programmi e le politiche della nuova organizzazione, e aveva l’incarico di preparare tutte le relazioni e i documenti ufficiali. Oltre alla collaborazione con l’UNESCO, si stabilivano stretti contatti con l’ICOM (Consiglio Internazionale dei Musei), l’IIC (Istituto Internazionale di Conservazione) e l’ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti). Uno dei primi progetti affidati all’ICCROM fu la Conferenza di Venezia del 1964. Fu Paul Philippot a scrivere la pagina introduttiva per la Carta di Venezia. Inoltre, per diversi anni, Philippot ha esercitato presso l’ICOM la funzione di Segretario del Comitato internazionale della Conservazione. Continue reading…


Jean-Paul L’Allier (1938 – 2016)

gennaio 12, 2016

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Jean-Paul L'Allier

Jean-Paul L’Allier, quattro volte sindaco della città di Québec e membro fondatore dell’Organizzazione delle Città Patrimonio Mondiale, è venuto a mancare. Aveva 77 anni.

Celebrato come “un visionario che ha dedicato la vita al servizio pubblico e ha contribuito a rendere la città di Québec una meta turistica internazionale”, Jean-Paul L’Allier, in occasione della conferenza di Fez, in Marocco nel 1993, riunì i sindaci di quarantuno città storiche per fondare l’Organizzazione delle Città Patrimonio Mondiale (OVPM). L’Organizzazione ha svolto la funzione di spazio di discussione sui temi della conservazione e dell’utilizzo turistico dei centri storici urbani, in particolare in occasione delle conferenze periodiche che si sono svolte in luoghi come Bergen (1995), Puebla (2001), Rodi (2003), Cusco (2005), Kazan (2007), Quito (2009), e in molte altre città.

Jean-Paul L’Allier è stato Presidente dell’ OVPM dalla sua fondazione fino al 1999. Ha ricoperto altresì la carica di Sindaco della città di Québec per sedici anni, dal 1988 al 2004. Continue reading…


Nobuo Ito (1925 – 2015)

novembre 9, 2015

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Dr Nobuo ITOAll’ICCROM è giunta la triste notizia della scomparsa, all’età di novant’anni, del dottor Nobuo Ito. Il dottor Ito era un eminente professionista,  ed è stato ampiamente riconosciuto il suo contributo ai temi della conservazione del patrimonio culturale in Giappone, e dello sviluppo dei concetti della conservazione a livello internazionale. Infatti, uno dei meriti particolari di Ito potrebbe essere identificato nel suo impegno appassionato per una migliore comunicazione tra Oriente e Occidente.

Il dottor Ito si è laureato nel 1947 presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Tokyo. Dopo la laurea, ha iniziato a lavorare per il Museo Nazionale di Tokyo, diventando Direttore del Dipartimento di Architettura. In seguito, è stato prima Ispettore Capo presso il Cultural Properties Protection Department, Agency for Cultural Affairs, del Giappone  (Dipartimento della tutela dei Beni Culturali, Agenzia degli Affari Culturali) e, dopo il pensionamento, ha ricoperto l’incarico di Direttore Generale presso il Tokyo National Research Institute of Cultural Properties (Istituto Nazionale di Ricerca dei Beni Culturali di Tokyo). Ha attivamente sostenuto la Japanese Association for ‘Machinami” Conservation and Regeneration (Associazione giapponese per la conservazione e la rigenerazione riabilitazione del “Machi-nami”) e, dal 1977, ha iniziato, a tenere una serie di convegni internazionali annuali sulla Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali. Ha insegnato presso la  Kobe Design University, nella quale è stato nominato Professore Emerito. In Giappone gli è stato conferito il titolo di Bunkakorosha (persona dai meriti culturali) per i suoi importanti contributi sui temi della tutela dei beni culturali nel corso di tutta la sua vita. Continue reading…


ICCROM mourns the cruel death of a Syrian heritage expert

agosto 20, 2015

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It is with profound sadness that ICCROM and the international professional community have received the news of the death of an outstanding Syrian archaeologist and heritage specialist, Mr Khalid Al-Asa’ad.

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Laura Mora (1923 – 2015)

giugno 5, 2015

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Obituary of Laura Mora
Laura Mora restoring a Canaletto painting, 1966

Laura Sbordoni Mora, famed paintings and mural paintings conservator, has died in Rome. She was 92 years old. A frequent collaborator and permanent consultant of ICCROM, she was a chief restorer at the Italian Istituto Centrale del Restauro (ICR), active in restoration over a period of more than 50 years, and was also my mentor, colleague and friend.

Born Laura Sbordoni, she was a fundamental part of a team of close collaborators that included her future husband and fellow conservator Paolo Mora. Also closely involved were art historian and critic Giovanni Urbani, and theorist Cesare Brandi who, together with Giulio Carlo Argan, founded the ICR, the principal Italian institute for conservation practice, in the late 1930s. Together they played a key role as researchers and teachers, in establishing modern conservation practice and in promoting the image of excellence in Italian restoration and restorers, now famous throughout the world. Continue reading…