EPA (School of African Heritage) in a Repositioning EffortLa Scuola di conservazione del patrimonio africano (EPA), partner dell'ICCROM per la conservazione del patrimonio culturale africano, ha intrapreso un progetto di riposizionamento strategico nel tentativo di rispondere meglio alle sfide di conservazione del continente.  Lo sforzo di riposizionamento è stato annunciato la scorsa settimana durante una riunione del Consiglio direttivo dell'EPA ospitata dall'università di Abomey-Calavi (UAC), affermata università del Benin e una delle istituzioni fondatrici dell'EPA.  L'incontro è stato diretto dal Cancelliere dell'UAC, Professor Brice Sinsin, e da Stefano De Caro, Direttore generale dell'ICCROM e vice Presidente del Consiglio direttivo dell'EPA.

La riunione si è incentrata sul nuovo orientamento strategico e sulla trasformazione istituzionale dell'EPA.  L’istituzione affronta attualmente l’impellente necessità di soddisfare le esigenze crescenti in materia di formazione dei professionisti del settore della tutela del patrimonio culturale sia nei paesi di lingua francese che nei paesi di lingua portoghese e spagnola dell'Africa subsahariana, in un contesto caratterizzato dalla diminuzione dei finanziamenti e dall'intensificarsi della concorrenza.

EPA (School of African Heritage) in a Repositioning Effort«Sono molto compiaciuto del fatto che l’EPA stia intraprendendo ufficialmente questo processo di riposizionamento», ha annunciato il Cancelliere Brice Sinsin durante una conferenza stampa tenutasi all'Università. «L'istituzione ha più che mai un ruolo essenziale da svolgere per contribuire ai bisogni crescenti dei paesi africani. Tutte le nazioni del continente si sforzano di tutelare il loro patrimonio con programmi di formazione per i professionisti di musei e siti, favorendo così un approccio integrato alla gestione dei siti naturali che rappresentano anche dei punti di riferimento culturali.» «L'università di Abomey-Calavi», ha aggiunto Sinsin, «si propone di assumere un ruolo guida a sostegno di questo sforzo e rafforzerà i propri legami con l'EPA a partire dal prossimo anno.»

L'EPA ha annunciato una serie di azioni di riposizionamento per ridurre le spese e migliorare la propria efficienza, mantenendo nel contempo la capacità della scuola di soddisfare le esigenze di governi e istituzioni in materia di formazione sulla tutela del patrimonio culturale nei paesi africani, tra cui il Benin. Tali azioni condurranno a una semplificazione delle operazioni e a una maggiore importanza a livello panafricano dell’EPA, che vanta di già la formazione di 1500 professionisti dell’Africa subsahariana.

EPA (School of African Heritage) in a Repositioning EffortIl Direttore generale dell'ICCROM, Stefano De Caro, ha dichiarato: «Queste azioni rappresentano il prossimo passaggio logico nel processo di trasformazione dell’EPA. Mentre all'ICCROM ci impegniamo a stabilire la nostra rete di portata mondiale senza pari, i nostri obiettivi in Africa posso essere raggiunti solo attraverso una rete di istituzioni e professionisti che sfruttino la conoscenza del loro patrimonio rimanendo finanziariamente sostenibili. L’EPA ha bisogno di un nuovo modello di business, e l’ICCROM farà del suo meglio per sostenere il processo di trasformazione dell’EPA.»

Per sostenere tale sforzo, l'università di Abomey-Calavi ha annunciato che si assocerà con l'EPA per offrire un corso di laurea in conservazione dei beni culturali.

EPA (School of African Heritage) in a Repositioning EffortPer realizzare questi ambiziosi obiettivi, il Consiglio direttivo dell'EPA ha formato diversi gruppi di lavoro di alto livello completamente indipendenti che coinvolgono quattro ministeri del governo centrale del Benin, rafforzando così l'impegno del nuovo governo del Benin a sfruttare il patrimonio culturale per sviluppare il turismo.

Altri membri del Consiglio, come Blanche N'Guessan, Direttrice del Patrimonio culturale della Côte d'Ivoire, rappresentante dei paesi francofoni dell'EPA, ha elogiato il contributo dell’EPA e dell’UAC alla promozione della cultura. «Purtroppo», ha dichiarato la sig.ra N'Guessan, «succede solo qui in Africa che lo sviluppo ci allontani dalla cultura.»

 

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Université d'Abomey-Calavi

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