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L'Italia ratifica la modifica dell'accordo sulla sede centrale

Italy Ratifies Amendment to Headquarters Agreement

La Camera dei deputati italiana ha dato il via libera alla ratifica e all'esecuzione dello scambio di lettere tra l'Italia e l'ICCROM. Tale decisione fa seguito all'approvazione del Senato. L'Onorevole Mirella Emiliozzi (Movimento Cinque Stelle) afferma: "Mantenere la sede dell'ICCROM nel nostro Paese è di grande interesse e di particolare rilevanza".

L'approvazione definitiva è stata data all'unanimità il 6 novembre alla Camera dei deputati, con 474 voti a favore del progetto di legge già approvato dal Senato. Il provvedimento ratifica l'accordo raggiunto con lo scambio di lettere tra l'ICCROM e l'Italia il 17 marzo 2017 che modifica l'Accordo di sede del 27 aprile 1957 firmato dall'UNESCO e dall'Italia per l'istituzione e lo status giuridico dell'ICCROM in territorio italiano.
La notizia coincide con il 60° anniversario di attività del Centro in Italia.

"Pensare all'ICCROM come a una delle prime agenzie dell'ONU ad essere istituita in Italia, grazie all'indiscusso prestigio e alla preminenza di cui gode il nostro Paese nel campo della conservazione e del restauro del patrimonio culturale, così come dal punto di vista economico, garantisce i rendimenti legati alla fornitura di beni e servizi delle imprese del Paese, nonché quelli legati al personale internazionale dell'Organizzazione che risiede in Italia. Il mantenimento di una sede nel nostro paese è di grande interesse e particolare rilevanza", ha sottolineato l'onorevole Mirella Emiliozzi del Movimento Cinque Stelle, presentando il provvedimento.

La misura

Il progetto di legge estende i privilegi e le immunità della Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite a tutto il personale, senza eccezioni. Sebbene il governo italiano abbia ratificato la Convenzione nel 1985 e nel 1992 abbia incluso l'ICCROM nell'elenco delle istituzioni che godono dei privilegi e delle immunità, è stato richiesto di redigere un accordo aggiuntivo che garantisse la corretta interpretazione della Convenzione in relazione all'Accordo di sede dell'ICCROM.

L'accordo è stato firmato il 17 marzo 2017. La possibilità di procedere, tuttavia, è stata interrotta da un cambiamento di legislatura in Italia alla fine dello stesso anno. Con la nuova legislatura, il processo è ora finalmente concluso.

La viceministra degli Affari Esteri, Emanuela Claudia Del Re, ha preannunciato l'esito positivo durante la sessione inaugurale dell'Assemblea Generale dell'ICCROM del 30 ottobre, affermando che "il processo di ratifica parlamentare dell'emendamento all'Accordo di sede è giunto alla fase finale nella Camera bassa ed è prossimo alla conclusione. Grazie a questa ratifica, l'ICCROM otterrà finalmente il riconoscimento e lo status giuridico previsto dalla Convenzione sui privilegi e le immunità del 1947".

Cosa è stato presentato

Nella relazione esplicativa presentata alla Camera dei deputati si legge che l'ICCROM è:

  • un'organizzazione intergovernativa, tra le prime agenzie del sistema delle Nazioni Unite ad essere istituita in Italia grazie all'indiscusso prestigio di cui gode il nostro Paese nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. Nonostante le sue dimensioni ridotte, l'ICCROM rappresenta 137 Stati membri, e da oltre mezzo secolo è impegnata nella formazione delle persone e nella tutela del patrimonio culturale, settori ai quali l'Italia tradizionalmente attribuisce grande rilevanza e che offrono a paese visibilità a livello internazionale. Dal punto di vista economico, la presenza dell'ICCROM nel nostro Paese garantisce altresì introiti legati sia alla fornitura di beni e servizi forniti da aziende nazionali, sia attraverso la quota di reddito del personale dell'Organizzazione speso in Italia. Il mantenimento della sede centrale dell'ICCROM in Italia e di ciò che rappresenta per il nostro Paese è rilevante per gli interessi di parte.